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Frodi bancarie in Italia, perdite record e sfide per la sicurezza digitale

(Adnkronos) – Una nuova indagine condotta dall'azienda di sicurezza informatica BioCatch evidenzia come il settore bancario italiano si stia confrontando con una crescita marcata delle attività fraudolente e con nuove sfide legate alla conformità normativa e alla sicurezza dei pagamenti digitali. I dati emersi dal campione di responsabili antifrode, antiriciclaggio e compliance fotografano un panorama nazionale con vulnerabilità e costi operativi nettamente superiori rispetto alla media globale, ponendo l'attenzione sulla necessità di rafforzare i sistemi di protezione. La ricerca mostra che il 68% degli istituti bancari italiani registra un incremento delle perdite finanziarie riconducibili alle frodi, con un quinto del campione che definisce questa tendenza particolarmente marcata. Oltre tre quarti delle realtà interpellate (76%) attesta perdite superiori ai 10 milioni di dollari annui, un valore che supera di 25 punti percentuali la media internazionale rilevata nello stesso studio. Un elemento di forte preoccupazione per i manager del settore riguarda l'evoluzione dei canali di pagamento. "Una significativa maggioranza (78%) dei responsabili bancari italiani intervistati ritiene che i bonifici nell'Area unica dei pagamenti in euro (SEPA) aumenteranno il rischio di frode per il proprio istituto", ha affermato Thomas Peacock, Director of Global Fraud Intelligence di BioCatch. L'impatto di questa evoluzione si inserisce in un quadro normativo in evoluzione, caratterizzato dall'imminente introduzione della direttiva PSD3 e dai conseguenti obblighi di rimborso a carico delle banche. Le minacce informatiche e finanziarie si concentrano prevalentemente sui canali digitali e mobili. Oltre la metà dei soggetti intervistati (53%) indica le truffe basate sull'ingegneria sociale tra i pericoli principali, sfruttando soprattutto le applicazioni di messaggistica (54%), i social media (48%) e le diverse piattaforme per smartphone (47%). Di conseguenza, il 91% delle banche segnala tempistiche superiori a un giorno per completare le indagini interne sui casi di frode. Nonostante la complessità delle verifiche, gli istituti italiani mantengono un approccio avanzato nella tutela dei clienti. Due terzi del campione rimborsano già oltre la metà delle vittime di truffa, una percentuale superiore di 22 punti percentuali rispetto alla media globale. Per prepararsi ai requisiti della PSD3, il 73% delle banche sta già pianificando o attuando modifiche strutturali alle proprie politiche interne di indennizzo. 
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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