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El Niño, entro la fine del 2026 l’evento più estremo mai registrato? Le previsioni

(Adnkronos) – Il mondo non è pronto ad affrontare le conseguenze del cambiamento climatico e la mancanza di fondi per mitigarne gli effetti è un problema enorme. La minaccia del fenomeno El Niño, che ha già creato danni in diversi Paesi del mondo, spaventa. Secondo il rapporto Adaptation Gap Report dell'UN Environment Programme (Unep) sono necessari circa 305 miliardi di dollari all'anno fino al 2035 per ridurre gli impatti del cambiamento climatico. Tuttavia, i fondi che fluiscono dai paesi sviluppati a quelli del Sud del mondo, che sono particolarmente colpiti dal cambiamento climatico, sono ben lontani da raggiungere questa cifra. Dopo un'estate torrida in Europa compresa l'Italia, complessivamente il mondo ha registrato il secondo settembre più caldo di sempre. Enei prossimi mesi potrebbe verificarsi anche il più grande fenomeno meteorologico El Niño mai registrato secondo la Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) con l'81% di probabilità. E c'è circa il 97% di probabilità che persista fino all'inizio della primavera 2027. 
Questo fenomeno climatico si rafforza rapidamente e potrebbe raggiungere a dicembre un'intensità senza precedenti, hanno reso noto le Nazioni Unite, avvertendo che potrebbe trattarsi di uno degli episodi più forti registrati almeno dal 1950. Il fenomeno porterà temperature più elevate in gran parte del pianeta, ha affermato l'agenzia Onu per il meteo e il clima, e il suo impatto si sommerà agli effetti del cambiamento climatico di origine antropica. "El Nino continuerà a intensificarsi in vista del picco previsto per dicembre", ha dichiarato l'Organizzazione meteorologica mondiale nel suo aggiornamento mensile sul clima stagionale globale. "È probabile che porti temperature superiori alla media in gran parte del globo e modifichi i regimi delle precipitazioni, aumentando il rischio di siccità e inondazioni in diverse regioni". "Si prevede che le temperature della superficie del mare nel Pacifico tropicale centrale e orientale saliranno a livelli record nel trimestre ottobre-novembre-dicembre 2026, riflettendo il rafforzamento dell'evento El Niño, che influenzerà i modelli meteorologici e avrà ripercussioni su economie, ecosistemi e comunità in t Il governo del Perù ha dichiarato per 60 giorni lo stato di emergenza in quasi tre quarti dei distretti del Paese a causa del rischio di precipitazioni eccezionali e inondazioni legate a El Niño. Il provvedimento, adottato dall'amministrazione della presidente Keiko Fujimori, interessa località di tutte le 25 regioni amministrative e prevede interventi urgenti da parte delle autorità nazionali, regionali e locali. La decisione è stata motivata dall'insufficiente capacità dei governi regionali di affrontare autonomamente l'emergenza. Secondo le autorità, il riscaldamento delle acque del Pacifico aumenta il rischio di piogge intense, esondazioni dei fiumi e colate di fango e detriti. Qualche giorno fa il presidente boliviano Rodrigo Paz ha dichiarato lo stato di emergenza in Bolivia per far fronte alla siccità e alle inondazioni legate al 'super El Niño'. Lo stato di emergenza consente al Paese di mobilitare risorse economiche e utilizzare unità di sicurezza nelle zone critiche. "Abbiamo realizzato un lavoro eccezionale per preservare l'ambiente e affinché l'impatto del super El Niño di quest'anno sia il più ridotto possibile", ha dichiarato Paz in un messaggio alla nazione. La siccità ha colpito circa 78.000 famiglie in molte zone del Paese sudamericano. Ha inoltre provocato la perdita di oltre 75.000 capi di bestiame, secondo gli ultimi dati del ministero della Protezione civile boliviano, pubblicati questa settimana. "Questo fenomeno porterà conseguenze molto gravi in termini di siccità e inondazioni, e abbiamo bisogno della collaborazione di tutte le autorità", ha aggiunto Paz. Il fenomeno El Niño condiziona severamente la Nuova Zelanda, dove si riscontra una condizione di siccità meteorologica persistente. Jason Donaghy, responsabile del monitoraggio del Northland Regional Council, riporta dati critici: La maggior parte dei livelli delle acque sotterranee è sotto la norma o estremamente bassa per gran parte della regione in questo periodo dell'anno. Le precipitazioni di ottobre nel Northland si sono attestate a 32 mm, pari al 36% della media mensile. Ferris esclude un sollievo immediato per il deficit idrico: C'è un po' di pioggia in giro, ma non sarà una pioggia davvero significativa per quel tipo di terreno. Potrebbero avere un po' più di fortuna tra venerdì e sabato, ma non sono grandi apporti di pioggia. Nelle Filippine, il senatore Francis Pangilinan ha esortato il governo a prepararsi per un grave fenomeno El Niño, chiedendo il congelamento automatico dei prezzi nelle aree dichiarate in stato di calamità. Ha inoltre sollecitato un'intensificazione della repressione contro accaparratori, profittatori e cartelli, citando la Republic Act 7581, nota come Price Act, che prevede il blocco dei prezzi sui beni di prima necessità.  In Papa Nuova Guinea, l'amministrazione del distretto di Gazelle ha stanziato oltre 1,2 milioni di Kina per far fronte all'emergenza idrica scaturita dalle criticità climatiche indotte dal fenomeno El Niño. L'amministratore distrettuale Robert Numbaru ha evidenziato la precarietà dell'attuale sistema di approvvigionamento, dichiarando: "Le forniture d'acqua durano spesso solo da uno a tre giorni". Tale condizione impone l'adozione di infrastrutture idriche stabili e durature. Le forti piogge che si sono abbattute sulle Isole Galapagos hanno causato almeno un morto e costretto migliaia di famiglie ad abbandonare le proprie case, riferiscono le autorità locali. Le precipitazioni, che si ritiene siano associate al fenomeno El Niño, sono iniziate venerdì pomeriggio. "È la prima volta che accade una cosa del genere a Santa Cruz. Non avremmo mai immaginato che potesse succedere. È stato un fenomeno naturale che ha davvero superato le nostre previsioni", ha spiegato il sindaco dell'isola, Fanny Uribe. Secondo le stime preliminari del comune di Santa Cruz, circa 2.000 famiglie sono state colpite. "Hanno perso assolutamente tutto. Gli è rimasto solo il vestito che indossavano", ha detto Uribe. Le Isole Galapagos ospitano circa 28.500 persone, distribuite su quattro isole. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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