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Inps e Issa, seminario internazionale sull’impatto dell’Ia su lavoro e sicurezza sociale

(Adnkronos) – E' in corso a Roma, presso Palazzo Wedekind, sede dell’Inps in Piazza Colonna 366, il Seminario Tecnico dell’Issa (Associazione internazionale della sicurezza sociale), dal titolo 'Impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro e sulla sicurezza sociale', dedicato all’analisi delle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e delle conseguenti implicazioni per i sistemi di protezione sociale. La prima giornata di lavori è stata aperta dai saluti istituzionali del presidente Inps, Gabriele Fava e di Abi-Ramia Caetano, segretario generale, International social security association, a cui è seguito l’intervento del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'Innovazione tecnologica e alla Transizione digitale, Alessio Butti, e del direttore generale Inps, Valeria Vittimberga. “La tecnologia cambia sempre il lavoro, ma non decide da sola come. Lo decidiamo noi. Lo decidono le regole, i contratti, le scelte di chi guida le imprese e le istituzioni. È questa la domanda che l'intelligenza artificiale pone alla sicurezza sociale. Non quanti posti di lavoro cancellerà. Ma dove andrà il valore che produce. Se l'intelligenza artificiale genera valore sostituendo lavoro umano, una parte di quel valore deve restare agganciata alla sicurezza sociale. E credo che vadano protette le transizioni, perché il tempo speso a imparare un mestiere nuovo non diventi un vuoto nella pensione di domani. Contribuzione figurativa durante la riqualificazione, indennità legate alla formazione, uscite flessibili per chi è vicino alla pensione. Ogni rivoluzione del lavoro ha chiesto un nuovo patto sociale. Con l'intelligenza artificiale non sarà diverso. Per questo ho proposto la creazione di un Osservatorio internazionale sul futuro del welfare, e ci sto lavorando con gli istituti di sicurezza sociale di altri Paesi. Il valore che la tecnologia crea deve tornare a proteggere le persone. È una scelta che spetta a noi, e va fatta adesso”, ha affermato Gabriele Fava, nel corso del suo intervento. “La storia delle rivoluzioni industriali dimostra che il progresso tecnologico può generare crescita e migliori condizioni di vita, ma anche che i benefici dell’innovazione non si distribuiscono automaticamente in modo equilibrato”, ha sottolineato Valeria Vittimberga. “Tra produttività e progresso sociale esiste infatti una mediazione decisiva, quella delle istituzioni, delle regole economiche, dei rapporti di lavoro e delle politiche pubbliche, che l’IA rende ancora più importante perché può modificare in profondità la relazione tra lavoro umano e valore prodotto”.  Il Direttore Generale, condividendo la scelta europea di una regolazione fondata sulla dignità umana e sui diritti fondamentali, ha indicato la necessità di “Un passo ulteriore: un sistema di intelligenza artificiale può essere perfettamente rispettoso dei principi etici e produrre comunque effetti economici socialmente squilibrati. Può essere trasparente e non discriminatorio, ma concentrare i guadagni di produttività in un numero ristretto di soggetti, o migliorare l’efficienza delle imprese senza migliorare nella stessa misura le condizioni dei lavoratori”. Il Direttore centrale Relazioni internazionali dell’Inps, Giuseppe Conte, ha sottolineato il valore della collaborazione internazionale, dichiarando: “Stiamo costruendo una rete di relazioni con le altre istituzioni europee, soprattutto per scambiare le informazioni in modo automatico, semplice, senza gravare sui cittadini che sono all'estero. Stiamo costruendo una rete di relazioni con una serie di associazioni. Oggi, infatti, noi siamo onorati di ospitare questo seminario tecnico organizzato dalla International social security association che è, appunto, sull'intelligenza artificiale, sull'impatto dell'intelligenza artificiale sul mondo del lavoro. L'Istituto è sempre stato all'avanguardia sulle tematiche tecnologiche e sulle preoccupazioni sistemiche. Ecco, questo è un tema sistemico, questo dell'impatto che comunque ci sarà sul mondo del lavoro. Poi probabilmente non sarà così devastante come certe narrazioni fanno, ma comunque dovremmo cambiare il modo di lavorare, dovremmo cambiare le competenze. Molte persone, magari, dovranno cambiare lavoro e quindi c'è la necessità di prevedere per tempo gli strumenti più adeguati”.  L'intelligenza artificiale (IA) sta rimodellando il mercato del lavoro ed esercitando un impatto crescente sulla sicurezza sociale. In quest'ottica il seminario, che si svolgerà il 29 e 30 ottobre 2026 nella sede di Palazzo Wedekind, sarà dedicato all’analisi delle trasformazioni del mercato del lavoro determinate dalla diffusione dell’intelligenza artificiale e delle relative implicazioni per i sistemi di sicurezza sociale. Particolare attenzione sarà rivolta all’evoluzione delle competenze professionali, alla formazione dei lavoratori e agli strumenti necessari per accompagnare i cambiamenti nei processi produttivi e occupazionali. Il confronto approfondirà anche le possibili misure di intervento e le politiche di protezione sociale per rispondere alle nuove vulnerabilità connesse all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, garantendo adeguate tutele ai lavoratori nelle diverse fasi della vita professionale. Sarà infine esaminato il ruolo delle amministrazioni previdenziali e il loro processo di adattamento alle opportunità e alle criticità introdotte dalle nuove tecnologie, con particolare riferimento all’evoluzione dei servizi e dei modelli organizzativi. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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